Il vetro, la materia più fragile, più a rischio di deterioramento che la tecnica messa punto dall’uomo sia riuscita a creare. Il vetro con le sue trasparenze, con i suoi riflessi, con i suoi colori cangianti in funzione dell’incidenza della luce, delle tecnica di lavorazione, degli abbinamenti con altri materiali. Un mondo più aereo, più leggero, ma più maledettamente fragile. Giuseppe Rubicco ha trasformato l’arte in una sorta di sfida con  il tempo, con le circostanze della vita, con le imprevedibili occasioni  dell’esistenza.Un’arte a rischio di rottura, ma contemporaneamente un’arte che si libra nell’aria, si confonde con l’aria che la circonda, si perde e si ritrova nell’ambiente e nella realtà che le vive intorno.

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