La mia è sostanzialmente arte dell’impegno, che nasce dalla convinzione che l’arte ha un senso solo se riesce ad individuare i problemi dell’uomo e se cerca di risolverli. Il tutto ha un unico denominatore comune che io chiamo entusiasmo, ma che può essere tranquillamente etichettato come ottimismo.

Ho fede nella ragione umana, nella capacità dell’uomo di trovare la via di scampo, la strada del superamento degli ostacoli e quindi la forza di rialzarsi anche dopo i drammi più grandi. Tutte le mie opere mirano a questo, hanno questo unico obiettivo: aiutare il mio simile a riprendersi, ad avere fiducia nelle proprie capacità, per poter liberamente avanzare nel cammino dell’esistenza.

Animato da questa convinzione e fedele ai miei principi, ho realizzato opere che rispondono a questa esigenza: è il caso del monumento di Conza, all’indomani del devastante terremoto del 1980 in Irpinia, nasce da qui il monumento in ricordo dell’attacco alle torri gemelle, installato ad Ercolano e infine la scultura “Cura e Speranza” per l’Ospedale Niguarda Cà Granda Milano. Ho citato solo le opere più significative, tutte figlie dello stesso impegno, tutte animate dallo stesso principio: “ogni dramma è superabile, basta volerlo”. A questo principio si ispirano i vari progetti, seguiti e realizzati per tutta una vita.